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Stress da lavoro correlato: un rischio invisibile ma fatale

stress da lavoro correlato

Sempre più spesso sentiamo parlare di stress da lavoro correlato, ma non sappiamo esattamente a cosa si riferisca.

In questo anno di pandemia tutti noi abbiamo subito gli effetti negativi dovuti allo stravolgimento del nostro stile di vita. Diversi sono stati i cambiamenti quali:

  • gestione del tempo e degli orari in funzione del lockdown;
  • adattamento allo smart working;
  • utilizzo quotidiano dei DPI;
  • distanziamento e nuovo approccio nelle relazioni sociali.

Tutti questi aspetti hanno avuto e hanno un impatto nella sfera lavorativa di ciascuno di noi, considerando che dedichiamo direttamente e/o indirettamente più di un terzo della giornata, al nostro lavoro.

La definizione di stress lavoro correlato è stata fornita dall’Accordo Europeo del 2004- sottoscritto dalle quattro maggiori organizzazioni Europee (CEEP, UEAPME, UNICE e ETUC) -i cui contenuti erano rivolti alla definizione studio dei criteri di prevenzione di questo rischio, il quale lo descrive come:

“una condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o alle aspettative riposte in loro”.

A titolo esemplificativo le categorie professionali più interessate dallo Stress lavoro correlato sono: Medici, Infermieri, Polizia, Assistenti Sociali, Insegnanti ed Autotrasportatori.

 

Cause e condizioni che generano lo Stress

A livello individuale lo stress da lavoro correlato si manifesta attraverso vari segnali, definiti “sentinella” che sono stati raggruppati in quattro generi a seconda della loro natura:

  • Sintomi di natura emotiva: tensione nervosa, insicurezza, irritabilità, depressione, sensazioni di impotenza, ecc.
  • Sintomi di natura cognitiva: manifestazioni di incertezza nel prendere decisioni, mancanza di concentrazione, evidenti stati di confusione, ecc.
  • Sintomi di natura fisiologica: abuso di sostanze stupefacenti, abuso di tranquillanti, abuso di alcool, isolamento sociale, turbe alimentari, ecc.
  • Sintomi di natura comportamentale: disturbi del sonno, tic nervosi e tremori, disturbi cardiaci, frequenti cefalee, aumento della sudorazione.

 

Il D.Lgs. 81/08 smi riconosce la pericolosità dello Stress lavoro-correlato e lo include tra i rischi da valutare e mitigare per tutelare la salute psicofisica dei lavoratori. I datori di lavoro hanno l’obbligo di aggiornare la valutazione con una frequenza non inferiore ai tre anni, a meno che analisi precedenti non rilevino situazioni di disagio.

In azienda gli eventi che sono da tenere in considerazione e monitorati con una certa costanza sono:

  • aumento improvviso dell’assenteismo;
  • frequente avvicendamento del personale;
  • problemi di natura disciplinare;
  • scarso rendimento e produttività;
  • aumento degli errori professionali;
  • aumento degli infortuni.

valutazione stress lavoro correlato

 

Come avviene la valutazione del rischio stress lavoro correlato?

Fermo restando che il quadro normativo di riferimento in materia è sempre il D.Lgs. 81/08 – il quale impone l’obbligo di valutazione e gestione per lo stress lavoro correlato nel rispetto di quanto contenuto nell’Accordo Europeo dell’8 ottobre 2004 – la valutazione è un obbligo che ricade sul vertice aziendale quindi è il Datore di lavoro che deve eseguirla, con il supporto di RSPP, Medico Competente e RLS.

In base a quanto esposto fino ad ora, elaborare una corretta valutazione del rischio da stress lavoro correlato non è semplice, perché è fondamentale riconoscere i seguenti fattori all’interno dell’ambiente lavorativo quali:

  • manifestazione dei sintomi di stress lavorativo tra i dipendenti;
  • identificazione dei soggetti che li manifestano;
  • individuazione dei possibili fattori di stress in reparti aziendali diversi.

La valutazione stress lavoro correlato non deve essere una misura individuale, che va quindi a ricercare situazioni di stress nelle singole persone, ma deve rispecchiare una situazione globale comune alle diverse aree aziendali; per quanto riguarda le metodologie di valutazione nel 2017 l’INAIL ha sviluppato un modello molto efficace per la valutazione del rischio da stress lavoro correlato https://www.inail.it/cs/internet/docs/alg-pubbl-la-metodologia-per-la-valutazione-e gestione_6443112509962.pdf 

Molto spesso la prima fase della valutazione comprende la somministrazione di questionari o check-list ad un campione statisticamente valido di lavoratori, con l’obiettivo di individuare le aree potenzialmente soggette a rischio e sulle quali ci si dovrà concentrare per azioni di analisi o di correzione ulteriori.

Negli ultimi anni le ricerche scientifiche effettuate nell’ambito dei rischi psicosociali, ha portato le Autorità competenti nazionali ed europee a dedicare particolare attenzione agli effetti connessi a questa categoria di rischio, indicando a tutti i soggetti coinvolti, le misure di prevenzione/protezione da adottare nei luoghi di lavoro.

E’ opportuno che tutte le figure della prevenzione individuino per tempo, eventuali condizioni di stress in azienda, tenendo presente che i numerosi cambiamenti nel mondo del lavoro (digitalizzazione, innovazione tecnologica e automazione) comporterà un aumento dei casi di malattie professionali ed infortuni potenzialmente connessi allo stress da lavoro correlato.

 

Articolo di Dario Sciacca